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Un'anima dietro la deformità

Un'anima dietro la deformità

Attualità 14 maggio 2025 4 min lettura
Redazione Glimmo

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#Federico Davide Rota

di Federico Davide Rota -

Ultimamente ho recuperato The Elephant Man, film del 1980 diretto da David Lynch. Il film è in bianco e nero e la trama è molto lineare (probabilmente il film meno complesso e arzigogolato di Lynch) e presentata in maniera semplice, ma questo non toglie il fatto che sia a mio parere un capolavoro. Il protagonista è John Merrick, personaggio realmente esistito. Egli presenta delle deformità specialmente alla testa, da qui deriva il nome «Uomo Elefante». Inizialmente viene esibito in un circo di strada, diventando a causa del suo aspetto un fenomeno da baraccone. Viene notato dal chirurgo Frederick Treves il quale paga il suo proprietario per portarlo momentaneamente nella sua clinica. Nella parte iniziale del film non viene mostrato l’aspetto di John Merrick. Quando si trova al circo viene ripreso solo di spalle, quando viene condotto alla clinica porta un sacchetto sulla testa, probabilmente per proteggerlo da sguardi indiscreti. Inizialmente John Merrick non parla, attraverso l’aiuto del Dr. Treves comincia ad articolare parole, ovviamente a fatica a causa della sua deformità, ma si comprende come il fatto che non parli sia dovuto più che altro agli abusi e le violenze subite a causa del suo aspetto. Mi fermo qui con la trama e proseguo con le riflessioni.
Il personaggio di John Merrick mi ha suscitato una grande empatia. È un uomo buono, un’anima pura e gentile. Avrei voluto trapassare lo schermo per dargli un abbraccio. Ad un certo punto della visione mi sono reso conto di essermi dimenticato delle sue deformità in quanto ero colpito dalla sua bellezza interiore. Le parti che mi hanno ferito di più sono due. Una è quella in cui il guardiano notturno fa entrare di nascosto “spettatori” per assistere a quella figura così deforme. In particolare due donne vengono incitate giocosamente e spinte a baciarlo, mentre loro si ritraggono disgustate. Un’altra parte che mi ha ferito è quella in cui tre ragazzini tormentano John Merrick. Da lì a poco ci sarà una scena straziante in cui John ripete “I am not an elephant! I am not an animal! I am a human being! I am a man” (Non sono un elefante, non sono un animale, sono un essere umano, sono un uomo). Fortunatamente il protagonista incontra anche persone buone che sanno cogliere la bellezza della sua anima. Il Dr Treves devo confessarvi che inizialmente non mi piaceva. Mi dava l’impressione di essere interessato a John Merrick solo da un punto di vista professionale e di considerare la sua deformità come un feticcio, specialmente nella scena in cui lo mostra ai colleghi come un trofeo. Successivamente mi sono ricreduto. Il Dr. Treves sembra genuinamente interessarsi a John Merrick, gli apre le porte della sua casa, lui e la moglie sono molto gentili e delicati al punto da farlo scoppiare in lacrime non essendo lui abituato ad essere trattato con amore e gentilezza. La figura che mi ha colpito di più è quella di Miss Madge Kendall, un’attrice teatrale che tratta John Merrick in maniera molto genuina riconoscendo il valore che ha. Lo invita anche ad una sua rappresentazione.
In relazione alla mia vita personale due cose mi hanno colpito. La prima è il tema dell’esteriorità. Pur non presentando deformità fisiche, ho sofferto di prese in giro in relazione al mio aspetto, mi dicevano che ero brutto, siccome ero molto esile mi misuravano la circonferenza dei polsi, mi trattavano peggio di un animale in gabbia. Avrei voluto che qualcuno andasse oltre e cercasse di conoscermi umanamente. Magari a quei tempi avessi incontrato qualcuno come Miss Kendall e il Dr.Treves! L’altro tema è quello del teatro. Tramite l’attività di teatromusicoterapia ho scoperto un mondo molto bello e sicuro, con persone sensibili e di grande tatto. Quando sono sul palco riesco a dimenticare l’affollamento di pensieri che di solito mi colpiscono. Nelle persone che ho incontrato in questa sede ci vedo molto di Miss Kendall.
Spero che le mie impressioni spingano qualcuno alla visione di questo film o verso il Cinema in generale. Se siete particolarmente tendenti al pianto consiglio anche un pacchetto di fazzoletti.