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La famiglia, i figli e la fatica

La famiglia, i figli e la fatica

Attualità 20 gennaio 2026 4 min lettura
Redazione Glimmo

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#Stefano De Vecchi #Adolescenti

di Stefano De Vecchi -

La famiglia oggi è sotto assedio. Mai come oggi è importante però ricordarsi che è necessario far faticare i figli per raggiungere gli obiettivi sia nella vita scolastica che sportiva. Il rischio è l'incapacità di gestire i fallimenti. Ecco perché la fatica, nella modernità, ha un grande valore.

Da molti anni, forse troppi, il valore della fatica e del far faticare i figli è stata messa da parte, accantonata. La comoda modernità e la celerità del mondo quotidiano e tutto quello che ne consegue ha fatto perdere di vista un valore essenziale come questo. Oggi alla nostra prole preferiamo scansare tutto quello che può essere di ostacolo al raggiungimento degli obiettivi. L'obiettivo oggi di un genitore è forse quello del traguardo facile? Certo, una domanda provocatoria ma utile a porre una prima ma necessaria riflessione sulla questione. Molti genitori ritengono e agiscono per ridurre il più possibile il fallimento e le frustrazioni di un figlio. Può essere un brutto voto a scuola in questa o quell'altra materia, un risultato non adeguato alle presunte capacità sportive del figlio e anche in amore, nei sentimenti, siamo capaci di intervenire per tutelare per motivi più o meno nobili. Ecco che le scuole diventano così teatro di situazioni colonizzate da genitori che chiedono spiegazioni continue, di genitori che durante le partite di calcio inneggiano brutalmente contro arbitri e dirigenti sportivi in nome di una presunta equità di trattamento del proprio pargoletto e mille altre situazioni a volte davvero surreali. Anche gli altri sport, per esperienza diretta, non se la passano meglio. Insomma, non ci arrendiamo mai, invochiamo diritti continui e poco ai doveri. Certo, poi un genitore deve vigilare e monitorare sulla crescita del figlio, questo è normale e naturale, ma sacrificare costantemente il tutto in nome della non fatica non aiuta a crescere. Di esempi pratici potrei farne a decine sul tema della non fatica. Ma a cosa porta questa continua promozione della tutela sempre e comunque e alla protezione così esasperata di fronte alla fatica e al fallimento? E poi, è il loro o il nostro fallimento che è in gioco e di cui si parla? Perché un bambino o un adolescente non può prendere un brutto voto a scuola perché il rischio è di ricevere una telefonata minatoria del genitore o lo stesso ragazzo non può essere in panchina durante la partita di calcio della sua squadra? La limitazione della fatica porta anche all'incapacità di gestire la frustrazione, all'incapacità di non affrontare il proprio essere inadeguato di fronte a una performance di qualsiasi natura. Se a questo aggiungiamo un tema, a me caro, come quello dei riti di passaggio, tutto diventa ancora più evidente, palese. I riti di passaggio? Faccio un esempio pratico. Fino a pochi decenni fa esistevano gli esami di terza e quinta elementare, oggi scomparsi dal panorama scolastico, anche l'esame di terza media è diventato un semplice proforma, nulla di più. Il tema del servizio di leva o civile, che sancivano uno spartiacque che promuovevano una adultità oggi quasi dimenticata. Naturalmente qui non stiamo parlando di essere a favore o meno della guerra, ma aiutare i ragazzi ad avere una maggiore responsabilità e autonomia emotiva e organizzativa di fronte alla vita. Oggi, banalmente, i ragazzi non vanno più in pizzeria ad attendere il proprio turno per l'amato italico piatto, tutto arriva comodamente sul divano di casa, così, quasi per magia, senza fatica, con un semplice click. Nulla contro la modernità ovviamente, ma ogni tanto un minimo di buon senso adulto andrebbe inserito nelle pratiche educative per aiutare i figli a scontrarsi con un mondo che non sempre appartiene alla protezione continua e al buonismo sempre e comunque. Basta quindi avere genitori fans dei figli o vederli come i grandi amici che non abbiamo mai avuto, i genitori sono genitori, tutto qui. Ne riparleremo presto. Fatemi sapere le vostre opinioni su questo tema così importante per i figli ma sicuramente altrettanto divisivo.