di Vincenzo Sottile -
Marc Finnegan sospirò al ricordo della sua Brenda. Quanto l'aveva amata! Erano passati più di quindici anni e la Guerra di Secessione era ormai un lontano ricordo. Il milleottocentoottantacinque era alle porte. Aveva nostalgia di Tucson, anche se Brenda ormai era morta e sepolta. Si era trovato ottimamente in quella città a fare lo sceriffo, ma era dovuto fuggire a gambe levate quando Alistair Crowley, il bandito del luogo che faceva il bello e il cattivo tempo, si era incapricciato di Brenda. Proprio una grande sfortuna la sua! La ragazza era figlia di uno degli allevatori di bestiame più importanti di Tucson, Ralph Mitchell. Il padre stravedeva per lei e vedeva di buon occhio il suo legame con Marc. I due convivevano già da un paio d'anni nel ranch di Ralph, senza essere sposati. Nel milleottocentosessantotto era nato il loro primogenito John, e Marc aveva chiesto a Brenda di regolarizzare la loro unione anche per non deludere il suocero che aveva fatto capire loro di desiderare vederli davanti a un altare. Il nord aveva trionfato sul sud e Abramo Lincoln aveva emanato una legge che aboliva la schiavitù in tutti gli stati dell'Unione americana ma era stato poi barbaramente assassinato. Ralph era riuscito a fare esonerare il genero dal fronte e Marc aveva continuato a fare lo sceriffo. Non era un lavoro semplice e spesso gli toccava uccidere qualche testa calda che gli creava problemi. D'altronde, in mezzo a una marea di gente onesta, gravitava uno sciame considerevole di gente poco raccomandabile sia del nord che del sud. Molti si erano accodati ad Alistair e lo coadiuvavano nelle sue attività illegali con le loro armi. Crowley gestiva vari saloon a Tucson e dintorni, traendo profitti dai giochi d'azzardo e dalla prostituzione. Non si sporcava mai le mani in prima persona. Brenda aveva trent'anni ed era una bellezza indimenticabile. Alta oltre il metro e settanta, occhi neri come il carbone, viso ovale, capelli castano scuri, non passava inosservata. Molti uomini la desideravano ma il suo cuore era solo per Marc e John. Il bambino era biondo chiaro come il padre ed aveva due stupendi occhi blu ereditati da Marc. Vivevano tutti e tre nel ranch con il padre di Brenda, anche se Marc avrebbe desiderato una casa tutta sua. Intorno al milleottocentosettanta era poi avvenuta la tragedia. Marc era fuori città per dare una mano al suocero con le bestie nei suoi rari momenti liberi. Quando era tornato al ranch aveva trovato tutto un cumulo di macerie, derivanti da un incendio che fortunatamente era stato poi spento, ma erano disseminati vari cadaveri là intorno: quelli del suocero, di Brenda e di alcuni domestici. Si era salvata solo una anziana domestica di nome Kitty, che si era nascosta. La donna gli aveva detto che Alistair aveva fatto uccidere il suocero, rapire il bambino e aveva violentato Brenda con la forza. La ragazza aveva poi tentato di fuggire ma gli uomini di Crowley l'avevano freddata con vari colpi di fucile. Prima di morire Brenda aveva supplicato Alistair di restituire il bambino ma lui aveva risposto che lo avrebbe cresciuto come figlio suo. Poi i suoi uomini avevano incendiato tutto. Fortunatamente Kitty aveva chiesto aiuto nei dintorni e alcuni uomini erano riusciti a spegnere l'incendio. Alistair era un quarantenne dai capelli ricci, alto un metro e ottanta, occhi verdi e un viso gradevole, che però spesso emanava una luce selvaggia attraverso gli occhi. La donna aveva supplicato Marc di non cercare vendetta perché sarebbe stato sopraffatto dagli uomini di Crowley. Erano passati poi tre lustri e Marc era stato sceriffo in altri luoghi, ma il suo pensiero era tornato costantemente a quel figlio perduto. Kitty era andata a servizio da un'altra famiglia del luogo ma, quando poteva, faceva scrivere da una sua amica a Marc per dargli notizie del figlio. Purtroppo la donna era analfabeta ed era costretta a fare in questa maniera. Quando poi Marc cambiava indirizzo le comunicava per missiva il suo nuovo recapito. Kitty gli aveva comunicato nell'ultima lettera che John aveva quasi diciassette anni e che Alistair lo aveva adottato legalmente tramite l'aiuto di sue conoscenze. Purtroppo Crowley le dava tutte vinte al ragazzo e John era cresciuto viziato. Aveva smesso di studiare dopo la scuola dell'obbligo e trascorreva il suo tempo nei saloon gestiti da Alistair, giocando e facendo la corte alle varie donnine allegre del luogo. Inoltre qualche volta si era messo nei guai, ma gli uomini del patrigno lo avevano protetto. John sapeva che Alistair era il suo vero padre e che la madre si era suicidata poiché soffriva di nervi. Viveva tranquillo senza sospettare quello che a breve gli sarebbe successo. Era da poco passato Capodanno del milleottocentoottantacinque, quando Marc tornò a Tucson. Si era fatto crescere i baffi e indossava in paio di occhiali scuri per non essere riconosciuto. Era sceriffo di una cittadina a una ventina di chilometri da Tucson. Si era preso qualche giorno di libertà perché sperava di rivedere il figlio per potergli dire la verità. Marc firmò il registro dell'albergo di Tucson dove trovò alloggio e si recò nel saloon più vicino per bere una birra. In quel momento era vicino al bancone quando un uomo anziano urlò a un ragazzo giovane che stava barando. Di colpo si girò e comprese che quel ragazzo era il figlio perché gli somigliava moltissimo. Improvvisamente il ragazzo estrasse una pistola e fece fuoco uccidendo l'anziano che aveva protestato e che era disarmato. Nel tumulto generale che ne seguì John tentò di fuggire ma venne afferrato da Marc che lo portò fuori dal locale facendosi scudo del suo corpo. I due raggiunsero l'albergo sotto lo sguardo attonito del proprietario, e Marc portò John nella sua camera. Nel frattempo gli uomini di Crowley avevano avvertito il loro capo e Alistair gridò a Marc di scendere e restituirgli il ragazzo. Marc scese con calma sempre tenendo la sua arma puntata contro la schiena di John. Improvvisamente ci fu un colpo di arma da fuoco da uno dei tetti sovrastanti e John cercò di divincolarsi dalle braccia di Marc senza riuscirci. Alistair provò a sfruttare il fattore sorpresa. Fece fuoco ma colpì John che piombò a terra in un lago di sangue. Crowley gridò disperato e si inginocchiò davanti a quel ragazzo che aveva amato come un figlio. Marc si tolse gli occhiali neri e chiese ad Alistair se lo riconosceva. L'uomo, sbigottito, gli disse di sì. Marc gli disse: = Alla fine ho avuto la mia vendetta, anche se ha pagato mio figlio con la vita. Mi sono reso conto che l'amavi anche se all'inizio lo avevi usato solo come strumento per la tua vendetta. Puoi anche farmi uccidere adesso, se vuoi, dai tuoi uomini. Non mi interessa più niente. La mia vita è finita come del resto la tua. =Si allontanò a piedi e andò verso la stalla, attendendo un colpo di pistola che non arrivò. Crowley era sempre per terra e stringeva a sé il cadavere di John, mentre i suoi uomini, tutti commossi, non sapevano cosa fare. Lentamente Marc uscì dalla città con il suo cavallo senza essere inseguito da anima viva. In un certo senso aveva avuto la sua rivincita, ma tutto questo non avrebbe annullato il gelo che avrebbe portato nel cuore fino alla fine dei suoi giorni.