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La rivoluzione gentile? Di cosa si tratta

La rivoluzione gentile? Di cosa si tratta

Attualità 6 febbraio 2026 3 min lettura
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Argomenti trattati

#Adolescenti #Domenico Piccolo #Attualità #domenicopiccolo #violenza

di Domenico Piccolo -

Glimmo.it, ancora una volta, raccoglie un articolo proposto su un cambiamento legato s una possibile risposta in merito alla spirale di violenza a cui oggi siamo costantemente sottoposti. La politica e il suo linguaggio, i continui dibattiti rancorosi su questo o quell'argomento, le divisioni e scissioni politiche costantemente in atto, ci rimandano a un modello perennemente divisivo per le nuove generazioni. Una riflessione per voi. Buona lettura.

Per una legge naturale e semplice da comprendere, l’essere umano è, a differenza dell’animale, governato più dalla ragione che dall’istinto. Questo per metterlo al riparo da tutte quelle possibilità di devastazioni e di incontrollabilità a cui per millenni la terra è stata sottoposta. Pur tuttavia in molte circostanze la bestialità dell’uomo, l’essere “animale fra altri animali” fa capolino e ci ricorda il limite di cui siamo circondati: se non utilizziamo al meglio l’intelletto siamo in grado di un tale livello di violenza che è maggiormente responsabile, colpevole, perché nata dall’uso indiscriminato del cervello e delle sue potenzialità.

Ecco dunque il male: la violenza che si scaglia contro ogni essere vivente, che non guarda più al bene comune, ma alla sopraffazione.

La spirale di violenza che da anni si è inasprita inizia da qui, per inabissarsi e snodarsi lungo traiettorie che vedono una deriva sempre più pericolosa, dove interessi, traffici internazionali, connivenze politiche e quant’altro permettono episodi come quelli che si sono registrati in mezza Europa e recentemente anche a Torino. È uno scenario che inquieta, preoccupa, a tratti spaventa, per la bestialità che esprime, per il senso di annientamento, di impotenza che produce, specie pensando alle giovani generazioni, spesso privi di strumenti critici di una certa rilevanza, non per loro responsabilità, ma per via di un'informazione anch’essa manovrata e manovrabile, per i modelli di riferimento, spesso mancanti o assenti e per la debolezza delle agenzie educative, impegnate spesso a placare la loro esuberanza, specchio di ciò che vivono nelle loro case e per le strade. Dove un tempo ci si incontrava per tirare due calci al pallone, fare un giro in bicicletta, oppure qualche scherzo innocuo. Chi scrive non è cieco, e sa che è sempre esistito un diagio giovanile che molti placavano con la droga, il sesso, il gioco d’azzardo, e via dicendo. Ma qui ci si chiede quanto spazio vi sia ancora per i buoni ideali, per i sani valori, quelli che nascono da una rivoluzione autentica, cioè dal silenzio, dall’ascolto piuttosto che dall’alzare la voce, dal dialogo costruttivo, dalla ridefinizione di principi che decidono il vivere comune, dalla gentilezza. Già… e chi la conosce più, la gentilezza. Eppure, è così affascinante. Oserei dire, a dispetto della moda che non lascia più molto spazio all’immaginazione, alla seduzione, che è l’atto più erotico che un essere umano possa produrre, la poesia della vita.

Guardiamo ai bambini e ai ragazzi di oggi, agli adulti e alle generazioni più longeve perché ognuno faccia la sua parte. Riprendiamoci il mondo, quel mondo che ci sta scivolando, sgretolando sotto ai piedi. La differenza la fa chi non appare sotto le luci dei riflettori, la differenza la fa quella luce che illumina una finestra nel buio della notte, e che da speranza. Sappiamo che ci sono queste luci, è a queste che dobbiamo guardare quando siamo tristi o sconfortati. Tutto cambia. E cambierà.