di Stefano De Vecchi -
Lo avevamo anticipato qualche settimana fa proprio su glimmo.it. La Francia voleva introdurre il divieto di utilizzo dei social ai minori di 15 anni. Il primo passo è stato fatto. A breve l'approvazione della legge in via definitiva.
Lo avevamo anticipato qualche settimana fa con un articolo dedicato al tema dei social e minori. La Francia negli ultimi giorni ha preso la questione social molto seriamente.
La misura del divieto dei minori di utilizzare i social fino ai 15 anni è stata promossa dal presidente francese Emmanuel Macron. Proprio in questi giorni è stato approvato il ddl alla Camera e a breve approderà al Senato. Mentre venti di burrasca agitano la questione, la Francia, se approverà questa legge, sarà il secondo Paese ad approvare questi divieti dopo l'Australia.
La formulazione adottata dall'Assemblea francese, non ha posto attenzione a quali piattaforme sarebbero coperte dal divieto, quindi non ci sono al momento nomi e cognomi. Tuttavia, vengono dichiarate salve da questo provvedimento le "enciclopedie online" e gli "annuari educativi o scientifici" che sarebbero salve dal provvedimento. Anche i servizi di messaggistica privata non sarebbero interessati alla questione. La versione originale del disegno di legge discussa dai legislatori era meno ambiziosa. Avrebbe infatti consentito ai minori di continuare a utilizzare determinate piattaforme con il consenso dei genitori. Per quanto riguarda le tempistiche il presidente francese vorrebbe avere la legge in vigore già dal primo settembre 2026. La Francia aveva già tentato diversi anni fa di introdurre un'età minima di 15 anni per gli adolescenti che volevano creare un proprio account sui social media senza il consenso dei genitori. Se questa legge venisse infine adottata, sarebbe tra i primi Paesi a imporre limiti così rigidi all'accesso dei minori ai social. Insomma, sembra proprio che la Francia abbia a cuore il futuro dei propri figli.
"Le menti dei nostri figli non sono in vendita. Né alle piattaforme americane, né alle reti cinesi. Perché i loro sogni non dovrebbero essere dettati dagli algoritmi. Perché non vogliamo una generazione ansiosa, ma una generazione che creda nella Francia, nella Repubblica e nei suoi valori." Queste sono state le parole del presidente francese che ha definitivamente accolto con favore questo primo step di una legge tanto invocata da milioni di francesi, Cosa sarà per il resto d'Europa? Arriveremo a parlare con una voce sola?