di Stefano De Vecchi -
La scrittura personale è un’abitudine che, con l’avvento dei social, sembra essere caduta in disuso. Sì, scriviamo meno rispetto a prima e forse questo esercizio può avere conseguenze importanti. Un tempo, tenere un diario segreto, era un rito quotidiano e assolutamente normale per molte bambine e adolescenti. Oggi, invece di annotare pensieri privati su carta, si preferisce condividere tutto online. Sì, la modernità ha portato a un netto cambio di passo, una sorta di inversione dell'intimità. Oggi tutto viene postato, mostrato ed elargito senza nemmeno una richiesta.
La scrittura è un potente strumento di cura interiore, questo non lo dico solo io, ma la letteratura insegna. L’etimologia stessa del termine “terapeutico” lo conferma: dal greco θεραπευτικός, significa “ciò che fa stare bene”. Scrivere aiuta a elaborare emozioni, mettere ordine nei pensieri e ritrovare il proprio equilibrio interiore attraverso il meccanismo della trascrizione intima. Per integrare la scrittura nella routine quotidiana, basta iniziare con pochi minuti al giorno, senza eccessi, magari anche giusto un momento per ritrovarsi. Un semplice taccuino e una penna possono diventare strumenti preziosi per annotare riflessioni, stati d’animo o semplicemente parole che colpiscono. Scrivere senza l'obbligo di doverlo fare rispondendo semplicemente alla domanda: come sto oggi? può già essere un buon avvio per una migliore consapevolezza della giornata.
Anche i laboratori di scrittura stanno diventando sempre più diffusi, proprio per i benefici che offrono anche agli adolescenti. Non tutti vogliono diventare scrittori professionisti: molti partecipano per il benessere mentale che la scrittura garantisce. Aiuta a riflettere, analizzare le emozioni e vedere le situazioni da una prospettiva più distaccata.
Nelle scuole, la scrittura dovrebbe essere considerata una competenza fondamentale per i ragazzi non solo per lo sviluppo linguistico, ma anche per il benessere degli studenti. Scrivere aiuta a esprimere pensieri, stimola la creatività e favorisce la riflessione critica di cui oggi c'è tanto bisogno. Tuttavia, spesso viene vista solo come un’attività legata ai compiti e alle valutazioni, perdendo il suo valore espressivo. Su questo credo che gli insegnanti debbano tornare a promuovere questa possibilità fra i giovani. Introdurre esercizi di scrittura libera, come il journaling o i racconti creativi, potrebbe aiutare gli studenti a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e a gestire lo stress scolastico.
Nell'era digitale scriviamo principalmente su tastiere e schermi. Ma la scrittura a mano conserva un potere unico. Secondo gli esperti, impugnare una penna e mettere parole su carta ha un impatto diretto sul cervello e sulle emozioni. Questo gesto arcaico favorisce la concentrazione, stimola la memoria e incentiva la creatività. Ecco perché almeno in arte andrebbe riscoperta.
Scrivere a mano permette un contatto più profondo con sé stessi: aiuta a rallentare, riflettere e ordinare i pensieri in modo più chiaro e consapevole. Inoltre, non ultimo, nei bambini, l’apprendimento del corsivo migliora la coordinazione motoria e lo sviluppo cognitivo. Oggi questa pratica è piuttosto in disuso. A scuola dove insegno, molti ragazzi scrivono in stampato maiuscolo proprio perché con il corsivo non hanno più la dimestichezza necessaria. Recuperare l’abitudine di scrivere su carta potrebbe essere una vera e propria pratica meditativa, un ritorno a un ritmo più autentico e personale.