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Adolescenti e social: quali novità

Adolescenti e social: quali novità

Attualità 14 dicembre 2025 3 min lettura
Redazione Glimmo

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Argomenti trattati

#Stefano De Vecchi #Adolescenti #divieto social

di Stefano De Vecchi -

Ormai è ampiamente risaputo che i social sono fortemente divisivi, soprattutto nel mondo adulto. Lo sono per moltissimi fattori e uno su tutti è legato al tema della sicurezza nel mondo adolescenziale. Certo, per sicurezza non si intende solo la possibile divulgazione dei propri dati sensibili, ma anche su quelli che potrebbero essere i rischi e le implicazioni in merito al loro uso nonché a quelle persone che frequentano i social. Ecco che l'Australia è stato il primo Paese al mondo a proibire questi famigerati social alle loro giovani generazioni.

Certo, come hanno più volte ricordato, non sarà così facile intervenire per il fatto che molti profili sono attivi e andare a verificare una mole di lavoro così grande non sarà immediato. Cosa vuol dire tuttavia proibire questi social? Quali implicazioni potrebbe avere? L'eliminazione di questi profili poterà a una maggiore consapevolezza ai giovani, ma soprattutto avrà delle implicazioni sociali ed educative?

Sicuramente l'eliminazione di questi strumenti costringerà molti giovanissimi a trovare nuove forme di aggregazione, magari proprio quelle dei loro padri che si ritrovavano in un parchetto a parlare e discutere, oppure il ritorno e al praticantato di uno sport, oggi non praticato da molti giovani. Non avere più i social significa provare a promuovere maggiori relazioni offline, spendibili ogni giorno, fra casa e scuola e per molti ragazzi, nuovissime forme di aggregazione. Certo, siamo tutti d'accordo che i rischi non saranno ridotti per legge, questo no, ma sicuramente questa legge aiuterà i genitori a stare un pochino più tranquilli. Quello che pare utile segnalare è la necessità di costruire dei percorsi di accompagnamento al mondo dei social, una sorta di patentino adolescenziale della navigazione che permetterebbe a molti ragazzi di ritrovarsi al sedicesimo anno di età con una consapevolezza maggiore di questi strumenti così potenti. In fondo abbiamo sperimentato quanto siano, a volte, dannosi questi social se non correttamente veicolati dal mondo adulto e qui non vorrei riproporre l'ennesimo discorsino retorico sui danni provocati. Sì, un paio di anni, anche meno, di accompagnamento offline, in presenza quindi, può essere sicuramente un utile vantaggio per tutti, magari per darsi anche un volto, e non solo un nickname. E' forse giunto il momento dove le agenzie educative come la famiglia, le istituzioni e la scuola si siedano a un tavolo che dovrà necessariamente tenere conto anche dei proprietari delle grandi piattaforme per stabilire nuove linee guida per il futuro. Sì, è il momento di rispolverare il vecchio concetto di concertazione, forse mai stato così attuale proprio su questi temi. Vedremo quindi a breve i primissimi effetti di questa legge così innovativa sui giovani e soprattutto sul mondo adulto.