di Stefano De Vecchi -
Nelle prossime settimane il dibattito sui social e l'adolescenza si farà rovente con i cugini d'oltralpe. Sbarcherà in parlamento una proposta di legge per vietare i social agli adolescenti francesi. L'immobilismo dell'Europa di fronte ai danni provocati da questi social appare piuttosto evidente. L'Australia, qualche settimana fa, aveva definitivamente avviato l'iter per vietarli. Così, la Francia, si appresta a essere la prima nazione europea a prendere provvedimenti di questo tipo. Come andrà a finire? Intanto in Italia nulla si muove su questo fronte. Attualmente i ragazzi per accedere ai social generano credenziali false per aggirare eventuali restrizioni che, con il compiacimento genitoriale, spesso diventano trappole per molti giovani. Così, dal 1°settembre 2026 vedremo possibili cambiamenti nella vicina Francia. All'interno di un rapporto in mano al governo francese si indica il divieto totale dei social media per gli under 15 e un coprifuoco digitale dalle 22 alle 8 per la fascia di età compresa fra i 15- e i 18 anni. Questo rapporto e la successiva inchiesta era stata avviata dopo una causa legale intentata nel 2024 da sette famiglie francesi contro il social TikTok, che accusavano l’app di esporre i minori a contenuti che li spingevano al suicidio. Un sondaggio del 2024 ha mostrato che il 73% degli intervistati francesi è favorevole al divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni. Appare pertanto importante tutelare i figli di fronte a contenuti poco pertinenti con la loro età promuovendo forse quelle aggregazioni che da anni non si vedono più dalle nostre parti. «Forse torneranno gli amici del muretto» a promuovere nuove forme di aggregazione per i nostri giovani adolescenti.